Full Coverage: Conflict
December 2005
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29.12.2005
Fighting across Sudans western Darfur provinces has swelled the number of internally displaced people by thousands, says the UN Mission in Sudan.
Story linkFrom: ReliefWeb UN OCHA Related topics/regions: [Sudan] [Refugees] |
29.12.2005
Renewed fighting between opposition militias and government forces supported by UN peacekeeping troops has displaced at least 10,000 people in eastern Democratic Republic of Congo.
Story linkFrom: United Nations Children's Fund Related topics/regions: [Congo (Democratic Republic of)] |
20.12.2005
Continuing violence and instability are blighting the lives of more than 3 million children in Darfur, with about 1.25 million completely out of reach of help, according to a shocking new report by the UN Children's Fund.
Story linkFrom: United Nations Children's Fund Related topics/regions: [Sudan] [Aid] [Children] [United Nations] Image: © Citizens for Global Solutions
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19.12.2005
Vietnamese victims of the defoliant known as Agent Orange wound up a month-long visit to the U.S. at the invitation of veterans, Vietnamese Americans and peace activists, to press their case for reparations from the U.S. government and the companies that made the deadly chemical.
Story linkFrom: Inter Press Service (IPS) Related topics/regions: [United States] [Vietnam] [Human rights] [Justice and crime] |
16.12.2005
Salutando i partecipanti alla marcia per la pace di Molfetta nel 1992 don Tonino Bello diceva: "La speranza è a caro prezzo. Qui non la si enuncia: la si vive e la si testimonia pagando". Oggi noi diciamo "la pace è a caro prezzo. I questo mondo e questa chiesa non la si enuncia: la si vive e la si paga". Una pace che coniuga in sé Verità e Amore, componenti vitali della nonviolenza (...) E' con questo spirito che Pax Christi invita gli aderenti, i Punti Pace, gli uomini e le donne di ogni appartenenza alla Marcia per la Pace di Trento il 31 dicembre 2005, e al Convegno che la precede nei giorni 29-31 dicembre dal Titolo "Infaticabili provocatori di nonviolenza: il nesso tra le "piccole" e le "grandi" scelte".
Story linkFrom: Pax Christi Related topics/regions: [Civil society] [Conflict resolution] Image: Marcia della pace - da paxchristi.it
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15.12.2005
A former state governor and a former top policeman are among the accused in Brazil's first ever investigation into the genocide of an uncontacted Indian tribe.
Story linkFrom: Survival International Related topics/regions: [Brazil] [Indigenous rights] [Race Politics] |
14.12.2005
SAN FRANCISCO, Dec 14 (OneWorld) - Iraqis will choose 275 new legislators Thursday, but some experts warn that the country's improved voting procedures will still under-represent its Sunni Arab minority and could cause a backlash.
Story linkFrom: OneWorld US Related topics/regions: [United States] [Iraq] [Politics] [Democracy] [Conflict resolution] [Security] |
13.12.2005
Hundreds of families remain displaced after US-led offensives earlier this month against insurgent activity in the cities of Ramadi and al-Qaim in the west of the country.
Story linkFrom: United Nations' Integrated Regional Information Network Related topics/regions: [Iraq] [Refugees] |
12.12.2005
Drago Hedl, caporedattore del settimanale di Spalato "Feral Tribune" e corrispondente dell'Osservatorio sui Balcani è stato minacciato di morte per i suoi articoli sulle torture e gli assassini di civili serbi a Osijek nel 1991. Martedì 6 dicembre, nella sua cassetta della posta, Hedl ha trovato una lettera con un messaggio composto con lettere ritagliate da un giornale, dove si affermava: "Ammazzeremo te e il tuo Levar". Anche l'indirizzo sulla busta era ricavato da lettere ritagliate da titoli di giornali, e stando al timbro postale la lettera di minaccia è stata spedita il 5 dicembre dalla città di Osijek. Una storia inquietante all'indomani dellarresto di Ante Gotovina: in diversi articoli Hedl ha raccontato i crimini commessi contro civili serbi a Osijek e Vukovar.
Story linkFrom: Osservatorio sui Balcani Related topics/regions: [Croatia] [Information & media] [Justice and crime] Image: La pagina del Feral con la minaccia di morte - da OsB
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10.12.2005
La popolazione indigena della Colombia - che conta circa un milione di persone - sta risentendo pesantemente del conflitto armato, che ormai da oltre vent'anni imperversa in Colombia. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) teme che intere comunità possano scomparire a causa dell'abbandono forzato dei loro territori. Secondo quanto indicato in un recente rapporto dell'Organizzazione Nazionale Indigena della Colombia (ONIC), dall'inizio dell'anno oltre 19mila indigeni, fra uomini, donne e bambini, sono stati costretti a fuggire dai propri villaggi e dai territori. Su tale cifra incide in maniera rilevante l'esodo, avvenuto la scorsa estate, di circa 14mila membri del gruppo indigeno Nasa della Colombia occidentale.
Story linkÈ la prima volta che - grazie al database su scala nazionale e al sistema di raccolta di informazioni dell'ONIC, realizzati con il sostegno dell'UNHCR - sono disponibili dati cosi dettagliati sull'impatto del conflitto sulla popolazione indigena. Questi dati mettono in luce l'estrema vulnerabilità dei gruppi indigeni colombiani rispetto all'esodo forzato. From: United Nations High Commissioner for Refugees Related topics/regions: [Indigenous rights] [Civil society] [United Nations] Image: U'wa protesters confront police
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08.12.2005
Prorogato di 48 ore lultimatum dei rapitori dei quattro operatori del Christian Peacemaker Team sequestrati a Baghdad il 26 novembre. Un momento delicato. Per questo non vengono chieste pressioni politiche sui governi ma viene chiesto ai musulmani di fare appelli ai rapitori attraverso i media arabi per il rilascio degli ostaggi. Jack Straw, segretario agli esteri del Governo inglese ha rinnovato gli appelli per il rilascio del suo concittadin. A sostegno di questi appelli arriva la lettera della figlia di Tom Fox che ricorda che il padre ha scelto di andare in Iraq e ascoltare chi non ha voce. Per sabato 10 dicembre è programmata una manifestazione contro la produzione di cluster bombs bombe a grappolo prodotte dallazienda Simmel di Colleferro nel Lazio. Gli organizzatori chiedono al nuovo Consiglio Regionale di dichiarare il Lazio regione smilitarizzata e di impegnarsi formalmente a sostenere la piattaforma delle politiche di disarmo che dovrà scaturire dal confronto con le realtà sociali e operaie del territorio.
Story linkFrom: Un ponte per..., Operazione Colomba Related topics/regions: [Iraq] [Civil rights] [Civil society] Image: operatori del Cpt rapiti in Iraq - da cpt.org
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08.12.2005
"Sono la figlia di Tom Fox. Mio padre ha scelto di andare in Iraq e ascoltare chi non ha voce. Incontra famiglie che soffrono per la mancanza di persone care. Per gran parte del tempo passato in Iraq, ha cercato di far liberare dei detenuti. Non volevo che mio padre andasse in un Paese dove la sua cittadinanza statunitense potesse far passare in secondo piano le sue ragioni pacifiche. Ma mio padre è fatto così, si dedica con tutto l'impegno alla risoluzione pacifica dei problemi. È lì perché gli iracheni non vengono ascoltati e troppo spesso nemmeno aiutati. Deve essere stato rapito per sbaglio. Si trova lì solo per portare alla luce, o sotto i riflettori le esperienze di ogni iracheno che incontra. È lì per aiutare la gente. In pace, rispettosamente e pienamente". Questa lettera è scritta dalla figlia di Tom Fox, uno dei quattro operatori rapiti in Iraq del Christian Peacemaker Teams (CPT).
Story linkRelated topics/regions: [Iraq] [Civil rights] [Civil society] |
07.12.2005
400,00 people have died in Darfur since the genocide began, yet the Bush Administration has failed to take the action necessary to protect the people, says Africa Action. Join them Thursday for a rally outside the State Department, and help make it clear that the U.S. has a moral obligation to stop the genocide in Darfur.
Story linkFrom: Africa Action Related topics/regions: [United States] [Sudan] [Activism] [Geopolitics] [United Nations] |
07.12.2005
The Centre for Policy Alternatives of Sri Lanka and the International Media Support of Denmark have together published a report on the Sri Lankan media, excluding the North and East, in order to identify capacity and constraints faced by Sri Lankan mainstream and regional media, in the creation and consolidation of democratic laws and practices, and a culture of tolerance and diversity. Read the full report in pdf.
Story linkRelated topics/regions: [Sri Lanka] [Freedom of expression] [Media] Image: Sri Lankan monks © Gemunu Amarasinghe / Drik Picture Library
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06.12.2005
La Rete del Nuovo Municipio esprime con fermezza la più totale contrarietà alla barbara violenza perpetrata dalle forze di polizia inviate dal governo contro inermi civili come avvenuto questa notte a Venaus. "Tutto questo è di una gravita' inaudita anche perchè preannunciato dalle parole del Ministro dell'Interno solo alcuni giorni fa, quanto ci viene raccontato in queste ore ci ricorda quello che è avvenuto a Genova nel 2001 e speravamo che nulla di ciò potesse riaccadere. Chiediamo al governo innanzitutto di smilitarizzare immediatamente la Valle, perche' non e' questo il modo in cui si gestiscono i problemi. Chiediamo le dimissioni del Prefetto, del Questore di Torino e del Ministro dell'Interno Pisanu come responsabili diretti di quanto è accaduto". Domattina una delegazione della Rete sarà presente in Val Susa.
Story linkRelated topics/regions: [Transport] [Civil society] Image: protesta 'no Tav' - da lanuovaecologia.it
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06.12.2005
Dal sito 'Petition Spot' viene rilanciato l'appello per la liberazione dei quattro operatori di "Cristian Peacemakers Team" che dal 26 novembre sono in mano a un gruppo che dichiara di chiamarsi "Spada della verità" e di far parte della resistenza irachena. In Iraq i CPT sono entrati alla fine del 2002, prima della guerra, come scudi umani, sono rimasti durante i bombardamenti ed hanno ripreso la attività subito dopo la fine del conflitto. La lora attività in Iraq si è concentrata soprattuto sulla assistenza ai carcerati. "Convinti che non sia sufficiente opporsi alla guerra dalla sicurezza di casa propria, hanno preso la difficile decisione di andare in Iraq, sapendo che il clima di diffidenza creato dall'occupazione straniera comportava il rischio di venire erroneamente scambiati per spie o missionari. Non hanno cercato la protezione di armi o guardie armate, confidando nella bontà d'animo del popolo iracheno. I gesti di ospitalità e cordialità degli iracheni sono stati innumerevoli ed hanno sempre assicurato loro sicurezza e accoglienza. Vogliamo credere che questo stesso spirito prevarrà anche in questa situazione. Rivolgiamo un appello a coloro che detengono questi attivisti affinché li rilascino senza far loro del male così che possano continuare il loro vitale lavoro di testimoni e costruttori di pace."
Story linkRelated topics/regions: [Iraq] [Civil society] [Justice and crime] Image: operatori del Cpt rapiti in Iraq - da cpt.org
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04.12.2005
Representatives from 192 countries are due in Geneva on Monday for a conference to decide whether to adopt a new emblem for the Red Cross movement.
Story linkSwitzerland: Decision on an additional emblem Related topics/regions: [Switzerland] Image: Existing and proposed new ICRC symbol
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04.12.2005
Dal 26 novembre quattro operatori di "Cristian Peacemakers Team" (CPT) sono stati rapiti in Iraq da un gruppo che ha minacciato di uccidere gli ostaggi se entro l'8 dicembre non verranno rilasciati tutt i detenuti iracheni. A livello internazionale vengono promosse per il 7 dicembre fiaccolate e veglie di solidarietà per rilanciare la contrarietà che anche i CPT hanno tenuto contro loccupazione irachena. A Roma è prevista la prima iniziativa e si sta raccogliendo un elenco di altre città. I CPT sono un gruppo attivo da anni in numerose zone di conflitto con una impostazione rigorosamente nonviolenta e di radicale contestazione delle politiche statunitensi in particolare in Palestina, Iraq, Colombia. Da più di un anno nei Territori Occupati Palestinesi i volontari di Operazione Colomba e dei CPT accompagnano assieme i pastori e i contadini di At Tuwani ed i loro bambini per proteggerli dalle violenze di alcuni coloni estremisti. Lappello è di mobilitarsi.
Story linkFrom: Un ponte per..., Operazione Colomba Related topics/regions: [Iraq] [Human rights] [Civil society] [Security] Image: operatori del Cpt rapiti in Iraq - da cpt.org
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03.12.2005
Ieri mattina è stato attaccato un campo rifugiati, Mazwombe, nellest della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Circa 3.000 persone che vivevano nel campo a sette chilometri da Mitwaba, nella provincia di Katanga, ancora una volta sono stati costretti a fuggire per mettere in salvo le loro vite."Sono state bruciate delle case, tra cui il centro sanitario di Medici Senza Frontiere (MSF), una persona è stata uccisa e molti sono i feriti" - ha detto Laurence Sailly, Coordinatore delléquipe per le emergenze in Congo. "I rifugiati sono fuggiti dal campo nella speranza di raggiungere un posto sicuro, aggiungendo così un altro capitolo alle loro storie di sofferenza". La regione di Mitwaba è il teatro di ricorrenti violenze e di un permanente stato di insicurezza, che hanno costretto la popolazione locale a fuggire dai loro villaggi e a volte a nascondersi nelle foreste per mesi. Da ottobre 2004 oltre 15.000 persone hanno vissuto in campi per sfollati, dentro e intorno la città, per scappare alle lotte tra le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC) e le truppe dei MaiMai, ribelli che si oppongono allattuale governo di transizione
Story linkFrom: MSF - Medici Senza Frontiere Related topics/regions: [Congo (Democratic Republic of)] [Refugees] Image: Campo profughi in R. D. Congo
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03.12.2005
Bush ribadisce che in Iraq va tutto sempre meglio e gli Usa non si ritireranno finché lui sarà presidente. Ma il ritiro delle truppe degli altri paesi è gia cominciato. Della coalizione dei volenterosi, forte allinizio di 44 membri, fanno oggi parte meno di venti paesi. Le ultime truppe in ordine di tempo a partire sono quelle dellUcraina, che pochi giorni fa hanno lasciato allesercito iracheno il controllo della città di Kut. Dopo due anni, gli iracheni continuano a chiedere di governare in maniera autonoma. La questione della necessità di un ritiro è stata sancita anche dalla riunione preparatoria alla conferenza di riconciliazione nazionale, che si è svolta al Cairo dal 19 al 21 novembre. Vengono invece alla luce gli altri problemi che affliggono lIraq: non a caso lex premier Iyad Allawi ha di fatto aperto la sua campagna elettorale presentandosi come paladino dei diritti umani. Lassenza di sicurezza e di diritto, sia essa provocata dalla polizia irachena o dalle milizie, colpisce adesso anche la piccola economia.
Story linkFrom: Un ponte per... Related topics/regions: [Iraq] [Civil society] [Justice and crime] [Security] |
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