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19 November 2008

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Full Coverage: Arms & military

October 2005

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2004
OND
2005
2006
30.10.2005 SAN FRANCISCO, Oct 28 (OneWorld) - Echoing recent comments by White House officials, a U.S. government report submitted to the United Nations last Friday bears a message that the brutal treatment of people held in U.S. military custody abroad is and should be legal.
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From: OneWorld US
Related topics/regions: [United States] [Human rights] [Geopolitics] [Justice and crime] [Law] [Arms & military] [Conflict] [United Nations]
stop al nucleare
28.10.2005 Turi Vaccaro, noto attivista nonviolento, il 27 ottobre è stato condannato dal tribunale olandese di Breda a sei mesi di carcere e 750.000 euro di ammenda, che se non pagherà dovrà scontare con dodici mesi aggiuntivi di detenzione. Così è stata punita l'azione compiua da Turi il 10 agosto, anniversario di Nagasaki: è entrato nella base militare Nato di Wonsdrecht ed ha danneggiato, rendendoli inservibili, i comandi di due F16, aerei cacciabombardieri con capacità nucleari. In una conferenza stampa a sostegno di Turi è emerso il vuoto di riflessione ed iniziative sul riarmo e la sperimentazione atomiche, che stanno proliferando ovunque. I parlamentari presenti hanno assunto l'impegno di redigere una mozione parlamentare, da presentare al Parlamento italiano e per conoscenza a quelli olandese ed europeo, che veda il più ampio coinvolgimento in solidarietà con Turi e per il disarmo nucleare subito.
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Related topics/regions: [Nuclear Issues] [Civil society] [Arms & military]
Image: stop al nucleare
27.10.2005 More than 2,000 U.S. soldiers have been killed in Iraq, but that's just the beginning of the story behind the numbers, says CODEPINK and Global Exchange founder Medea Benjamin.
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From: Global Exchange
Related topics/regions: [Iraq] [United States] [Arms & military] [Conflict]
Cannone Oto Melara
27.10.2005 Doppia presa di posizione dei sindacati metalmeccanici Fiom e Fim (aderenti a Rete Disarmo) sulle richieste di modifiche alla legge 185/90 sul commercio di armi avvenute nel corso di un convegno a Lerici, promosso dai sindacati locali, che aveva suscitato domande di chiarimento di esponenti delle campagne in difesa della 185. "La Fiom si è impegnata insieme a molte altre forze del movimento per la pace, a contrastare le modifiche apportate alla legge ritenendole peggiorative perché allentano i vincoli necessari al commercio delle armi e riconferma il proprio impegno a proseguire il confronto sui temi del disarmo e della riconversione per una diversa politica industriale". Di tenore simile le dichiarazioni di Gianni Alioti (dell'ufficio Fim Internazionale) che in un'intervista a Nigrizia ricorda le tesi approvate al XV Congresso della CISL a favore della riconversione produttiva dal militare al civile e sulla riduzione delle spese militari. "Per i sindacati la sfida è duplice: alla coerenza sul piano etico e politico dobbiamo affiancare una capacità di proposta che tuteli l’occupazione delle persone coinvolte e risponda alle loro attese professionali" - sottolinea Alioti.
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From: Unimondo
Related topics/regions: [Activism] [Law] [Arms & military]
Image: Cannone Oto Melara
26.10.2005 SAN FRANCISCO, Oct 26 (OneWorld) - A day after the two-thousandth U.S. soldier died in the Iraq war, much of the American public seems to have decided that disgruntled answers to surveys won't end the bloodshed.
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From: OneWorld US
Related topics/regions: [United States] [Iraq] [Activism] [Arms & military] [Conflict] [Peace]
26.10.2005 Amnesty International today published a briefing expressing serious concern at the continued high levels of killings by police officers, widespread use of torture and ill-treatment as well as attacks against human rights defenders in Brazil.
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From: Amnesty International - International Secretariat
Related topics/regions: [Brazil] [Human rights] [Arms & military]
Image: © Radio Netherlands / Radio Netherlands Wereldomroep
Bozza delle fregate Fremm - da spacewar
25.10.2005 "Come volevasi dimostare: è bastata una visita dell'Ammistratore delegato di Finmeccanica Guarguarglini al Palazzo ed ecco che spunta fuori l'emendamento alla Finanziaria che trova i soldi - tolti a Comuni e Regioni - per finanziare le navi Fremm": così Giorgio Beretta della Campagna di pressione alle "banche armate" commenta la notizia che la "riunione Governo-sindacati sulla questione delle navi Fremm, prevista per domani, è stata rinviata perchè un emendamento dell'Esecutivo alla finanziaria autorizza contributi quindicennali di 30 milioni di euro a partire dal 2006, di 30 milioni dal 2007 e di ulteriori 75 milioni di euro a decorrere dal 2008". "Quando si dice che la politica dell'industria militare italiana si fa a porte chiuse nelle stanze dei Palazzi romani si intende proprio questo: una capatina di Guarguaglini dal sottosegretario Gianni Letta e voilà spuntano i soldi. Almeno il comparto armiero abbia la decenza di risparmiarci i soliti piagnistei sui "tagli", visto che l'Italia - come documenta il SIPRI - spende per la difesa 484 dollari pro-capite, di cui un terzo va all'industria, ben più di Germania (411 dollari) e Giappone (332 dollari)" - conclude Beretta
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From: Unimondo
Related topics/regions: [Civil society] [Governance] [Arms & military]
Image: Bozza delle fregate Fremm - da spacewar
25.10.2005 Il risultato del referendum non lascia dubbi. Ha vinto, e con ampio vantaggio, la cultura della paura e della ricerca individuale di soluzioni contro la violenza, con il 64% dei voti. La cultura della pace, la società e lo Stato ne escono sconfitti. Quelli che hanno appoggiato il '2 SÌ' sono stati, di fatto, una minoranza, anche tra quelli che avrebbero dovuto difenderlo per tradizione o per dovere: le ONGs, i Movimenti Sociali e Popolari, le Chiese (lottano per la vita?), Sindacati e Partiti di Centro-Sinistra. Lo stesso governo poco ha fatto in favore del “SI”. Per spiegare questa sconfitta non serve analizzare i grandi mezzi e ricorsi a disposizione della destra. Questa sconfitta rivela tutta la fragilità della nostra gente e della nostra organizzazione. Questa è la cruda verità. Molti sono rimasti seduti vedendo il referendum passare. - di Ermanno Allegri, agenzia Adital tra i sostenitori del "Sì"
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From: ADITAL, Agencia de Información Fray Tito para América Latina
Related topics/regions: [Politics] [Civil society] [Ethics & value systems] [Arms & military]
da nonviolenti.org
25.10.2005 L'esito negativo del referendum brasiliano rappresenta un'occasione persa per tutta l'umanita'. Ha vinto la paura, hanno vinto i fabbricanti d'armi, ha vinto la vecchia logica della violenza, ha vinto la disinformazione, ha vinto il cattivo esempio. (..) Ma ora voglio fare un brevissima considerazione, che ci riguarda da vicino. A parte qualche rara eccezione, la cosiddetta grande stampa italiana non ha data alcuna informazione prima del referendum brasiliano. I telegiornali della Rai e di Mediaset non hanno dato la notizia durante la campagna referendaria brasiliana e non hanno offerto ai telespettatori nessun approfondimento sul tema. Oggi invece, fin dai primi telegiornali mattutini, la notizia della vittoria del no e' stata data anche con servizi e collegamenti. (..) La sconfitta del referendum brasiliano non e' la sconfitta della nonviolenza, ma solo l'ennesima prova della insufficienza che ancora esiste nel mondo dell'informazione. - di Mao Valpiana, direttore della rivista 'Azione Nonviolenta'
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From: Movimento Nonviolento
Related topics/regions: [Media] [Codes of conduct] [Arms & military]
Image: da nonviolenti.org
25.10.2005 Campaigners against gun violence in Brazil and around the world expressed disappointment after 64% voted ‘no’ to banning the sale of guns and ammunition.
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Related topics/regions: [Brazil] [Democracy] [Arms & military]
Onu: settimana per il disarmo
24.10.2005 Un triste compleanno quello dell'Onu: dopo i casi di corruzione nel programma iracheno "Oil for food", (petrolio in cambio di cibo) che hanno fortemente intaccato l'immagine dello stesso Segretario Generale Kofi Annan, le denunce di pedofilia e di violenze sessuali sulle donne congolesi compiute dai Caschi Blu ed il fallimento della recente Assemblea Generale, le Nazioni Unite hanno davvero poco per cui far festa. L'auspicata riforma del Consiglio di Sicurezza è tuttora bloccata dagli interessi contrastanti dei governi, mentre gli Stati Uniti premono per una radicale revisione dei bilanci del Palazzo di Vetro e delle sue agenzie. Nessuna menzione della "Settimana per il disarmo" che, istituita dalla stessa Onu nel 1978, dovrebbe stimolare gli stati a comprendere "i pericoli della corsa agli armamenti, promuoverne la cessazione ed incrementare l'attenzione generale sull'urgenza del disarmo". Eppure materia su cui riflettere ce ne sarebbe.
di Giorgio Beretta
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From: Unimondo
Related topics/regions: [Civil society] [Arms & military] [United Nations]
Image: Onu: settimana per il disarmo
24.10.2005 E dunque hanno vinto i No. Ha vinto la propaganda armata, ha vinto la cultura del nemico, ha vinto la rassegnazione, l'idea che sia impossibile vivere senza uccidere. In tutti gli stati del Brasile i Si sono stati battuti. Ma con grosse differenze geografiche. (..) A fronte di una debolezza "culturale" da parte del movimento per la pace - incapace di sostenere con rigore le ragioni di una scelta di civiltà - si è sviluppato un movimento agguerrito di opinione sulla necessità di fare leva sulle armi per la difesa personale, che ha mosso istinti bassi, paure e preoccupazioni presunte in una terra dove la violenza è uno dei problemi più drammatici e grandi. - di Francesco Comina
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Related topics/regions: [Civil society] [Governance] [Arms & military]
scena del film "Città di Dio" - da musibrasil.net
24.10.2005 Il Brasile decide di non proibire il commercio di armi. Secondo i dati del Tribunale Superiore Elettorale arrivati al 98% dei voti scrutinati il ‘No’ è al 64% si è attestato al 63,88% mentre il SI al 36,12% dei voti validi. I non votanti hanno raggiunto una percentuale del 21,71%. La ‘Rete italiana per il Disarmo’ rimane ovviamente delusa dal risultato del voto, ma non dalla grande prova di democrazia del popolo Brasiliano che, per la prima volta nella storia, ha avuto il coraggio di confrontarsi con un tema così delicato e per certi versi ancora "tabù" in stati che si ritengono più maturi socialmente. In un’intervista a due giorni dal referendum,Ermanno Allegri dell’agenzia brasiliana Adital ha ringraziato tutte le persone che si sono mobilitate anche in Italia per sostenere e far conoscere il referendum ma ha definito “molto fredda” la mobilitazione della società civile in Brasile e nelle altre parti del mondo.
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From: ADITAL, Agencia de Información Fray Tito para América Latina
Related topics/regions: [Civil society] [Law] [Arms & military]
Image: scena del film "Città di Dio" - da musibrasil.net
23.10.2005 UNITED NATIONS, Oct 21 (OneWorld) - With images of terrorism and armed conflicts broadcast across the world's televisions and newspapers everyday, many may believe that the world is more dangerous and insecure than ever before, but a new study suggests otherwise.
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From: OneWorld US
Related topics/regions: [Arms & military] [Conflict] [Security]
Nelson Mandela
21.10.2005 Gli avvocati di Nelson Mandela sono furiosi per l'uso distorto e non concordato dell'immagine del leader da parte della lobby delle armi: poche ore prima che i brasiliani si rechino a votare il referendum sulla vendita di armi, la lobby favorevole alle armi si è appropriata in uno spot dell'immagine di Mandela. Si moltiplicano, intanto, in Italia le prese di posizione a sostegno del "si" all'abolizione della vendita di armi in Brasile. "È un’occasione storica per il Brasile, che detiene il triste record del paese col maggior numero di omicidi per arma da fuoco” – dichiara la Sezione Italiana di Amnesty International. E tra gli altri, significativa presa si posizione della Presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Veronika Stirner Brantsch, che manifesta "l’auspicio che nel referendum del 23 ottobre prevalga il sì al disarmo".
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Related topics/regions: [Brazil] [Information & media] [Law] [Arms & military]
Image: Nelson Mandela © Geographical
For his role in the Sjeverin kidnapping, Milan Lukic was sentenced to 20 years in prison
21.10.2005 On the 13th anniversary of the kidnapping and murder of 17 Bosniaks from Sjeverin, the Humanitarian Law Centre and the Youth Initiative for Human Rights demand from the competent authorities to conduct a full investigation against all persons that participated in this crime. Also, the two organizations demand that the families of the 17 victims are awarded proper compensation that would prove the recognition of responsibility for the crime.
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From: Humanitarian Law Center
Related topics/regions: [Serbia and Montenegro] [Justice and crime] [Law] [Arms & military]
Image: For his role in the Sjeverin kidnapping, Milan Lukic was sentenced to 20 years in prison
Milan Lukic je osudjen na 20 godina zatvora zbog uloge u otmici u Sjeverinu
21.10.2005 Povodom 13 godina od otmice i ubistva 17 Bošnjaka iz Sjeverina, Fond za humanitarno pravo i Inicijativa mladih za ljudska prava zahtevaju od nadleznih drzavnih organa da sprovedu temeljnu istragu protiv svih lica koja su ucestvovala u organizaciji i izvrsenju ovog zlocina, i da nakon toga porodicama zrtava dodele adekvatnu materijalnu naknadu koja bi predstavljala dokaz priznanja odgovornosti za izvršeno zlodelo i patnje zrtava.
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From: Humanitarian Law Center
Related topics/regions: [Serbia and Montenegro] [Justice and crime] [Law] [Arms & military] [Peace]
Image: Milan Lukic je osudjen na 20 godina zatvora zbog uloge u otmici u Sjeverinu
19.10.2005 "Sostenibile, sociale, solidale". Sono le tre priorità della Controfinanziaria della campagna "Sbilanciamoci!” per contrastare la Finanziaria 2006 improntata sulle "tre D": debole, demagogica e soprattutto dannosa perché toglie ossigeno ai servizi sociali e all'ambiente. Dall'annuale rapporto di Sbilanciamoci! si apprende che con gli stessi soldi sprecati in bonus e una tantum si può assicurare la costruzione di 3000 asili nido o un'integrazione al reddito di 516 euro per tutti i disoccupati di lunga durata. "Si tratta di scelte diverse, alternative alla beneficenza compassionevole del governo, a favore del riconoscimento dei diritti di cittadinanza" - nota Sbilanciamoci. E mostra come recuperare risorse: “reinserimento della tassa di successione (1,2 miliardi), tassazione delle rendite al 23% (2 miliardi), prelievo fiscale minimo sul fatturato per le imprese senza ricavi (2,5 miliardi)”. Anziché tagliare la sanità e i rasferimenti agli enti locali, recuperare 5,5 miliardi di euro abrogando il fondo speciale per le missioni all'estero e riducendo del 20% le spese militari complessive. Con una petizione online Sbilanciamoci! chiede al Governo di cambiare rotta.
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Related topics/regions: [International cooperation] [Economy] [Civil society] [Arms & military]
referendum in Brasile
19.10.2005 Secondo una recente inchiesta ci sarebbe una parità tecnica tra le opzioni "Sì" e "No" nel referendum che il prossimo 23 ottobre chiederà a tutti i brasiliani di pronunciarsi sul vietare il commercio al dettaglio delle armi da fuoco e munizioni. Le intenzioni di voto presentano una chiara relazione con le caratteristiche socio-demografiche degli elettori. Gli uomini, più giovani, più istruiti, con maggior potere d'acquisto e gli abitanti delle regioni Sud e Nord/Centro-Ovest del Paese sono i più favorevoli al "No". Il "Sì" ha la preferenza degli elettori meno istruiti, con minore potere d'acquisto e abitanti nella regione Nordest. Anche il rappresentate della Croce Rossa (CICV), Michel Minnig, ha affermato che, nonostante l'Istituzione non si manifesti in temi politici, crede che ci debba essere un controllo dell'uso delle armi da parte dello Stato. Da diversi giorni il Consiglio Nazionale delle Chiese Cristiane del Brasile (Conic) sta mobilitando la base cattolica per il "Si" al referendum.
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From: ADITAL, Agencia de Información Fray Tito para América Latina
Related topics/regions: [Brazil] [Civil society] [Democracy] [Arms & military]
Image: referendum in Brasile
Iraqis Voted, But Sunnis Still Feel Marginalized
19.10.2005 Democracy is not the same as liberty, reminds national security expert Ivan Eland. Until liberty takes root for all Iraqis--including the disaffected Sunnis--U.S. and Iraqi officials should not expect a reprieve from violence, no matter how many democratic votes they hold, he says.
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From: Antiwar.com
Related topics/regions: [Iraq] [Democracy] [Arms & military] [Conflict] [Security]
Image: Iraqis Voted, But Sunnis Still Feel Marginalized © Afif Sarhan / United Nations' Integrated Regional Information Network
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